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Il nazismo e il problema dell'aborto
Nella Germania pre-nazista l'aborto era regolato dall'articolo 218 del Codice introdotto dalla Repubblica di Weimar.
In esso si prevedeva la liceità dell'aborto nel caso in cui il parto avesse messo in pericolo la vita della madre.
I nazisti non modificarono la legge se non consentendo l'aborto nel caso in cui la nascita del bambino fosse un pericolo per l'igiene razziale tedesco. In altri termini l'aborto veniva consentito per sopprimere incroci razziali non desiderati. Per il resto l'aborto era strettamente vietato.
Nel 1937 i medici che praticavano aborti venivano puniti con 10 anni di prigione e -nel 1939- l'aborto non autorizzato venne considerato tradimento contro il popolo tedesco punibile con la pena di morte. Parallelamente non era consentita alla donna alcuna pianificazione familiare scientifica essendo fuori legge tutti gli strumenti anticoncezionali.
L'aborto per i nazisti era legato non tanto alla donna in quanto tale ma alla appartenenza razziale della donna. Infatti mentre si vietava alle donne ariane tedesche ogni possibilità di decidere sulla propria maternità, si autorizzavano per legge le donne ebree ad abortire senza dover richiedere autorizzazioni ai tribunali tedeschi.
Nel 1943 veniva concesso e incoraggiato l'aborto alle lavoratrici straniere coatte impiegate nelle fabbriche tedesche. Il problema dell'aborto veniva dunque legato alla "razzialità della donna". Negato alla donna ariana tedesca tenuta a generare il più possibile, autorizzato ed incoraggiato per le donne "razzialmente inferiori".

Le motivazioni naziste contro l'aborto non erano né morali né etiche ma demografiche e razziali. La donna tedesca aveva un potere decisionale limitato sula propria maternità: i figli non erano il frutto esclusivo della maternità ma una "proprietà" dell'intero popolo tedesco.
Non avere figli o, peggio, abortire significava privare il popolo del suo futuro. La donna che si opponeva alla propria maternità di fatto era colpevole di tradimento verso il popolo e lo Stato.
La "questione femminile" nella Germania nazista - 4
"Le cause del declino delle nascite in Germania: disoccupazione, comfort, avarizia, povertà, ricchezza personale, passione per i divertimenti, mancanza di case, lusso, paura e timidezza, lavoro femminile, malattie veneree e aborto". Tutte queste cause sono attribuite nell'illustrazione del 1937 alla donna dipingendo con chiarezza tutto ciò che la donna tedesca non dovrebbe essere.