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Ricordi della "Rosa Bianca" - [pag.5/8]
L'esperienza del fronte orientale
Nell'estate del 1942 le autorità si trovarono ad affrontare un dilemma: cosa fare di migliaia di studenti di medicina in uniforme durante le vacanze estive?
La soluzione ovvia non venne loro in mente se non molto più tardi, e cioè, modificare il sistema dei semestri trasformandolo in trimestri e così continuando l'istruzione lungo l'intero arco dell'anno. In questo modo il tempo necessario a formare un nuovo medico per le forze armate sarebbe stato abbreviato. Invece si inventarono il concetto della "Frontbewaerung". L'idea consisteva nell'inviare tutti gli studenti di medicina sul fronte russo per un periodo di tre mesi, così che potessero fare esperienza nel prestare cure mediche sotto il fuoco e lavorare come assistenti medici negli ospedali da campo.

Sul treno per la Russia insieme a noi c'era Willi Graf, uno studente di medicina che, al contrario di noi, non aveva avuto la fortuna di essere collocato in un'unità di studenti medici e quindi non aveva potuto continuare i suoi studi fino all'estate del 1942.
Era profondamente religioso e aveva aderito a organizzazioni giovanili cattoliche già in età molto precoce. Aveva preso a tal punto le distanze dal nazionalsocialismo che aveva perfino cancellato dalla sua agenda i nomi di coloro che avevano aderito alla Gioventù Hitleriana.
In Russia fece amicizia con Hans e Alex e, una volta tornati a Monaco, divenne un membro attivo del gruppo.

L'esperienza del lungo viaggio e i tre mesi trascorsi in Russia lasciarono su tutti noi una profonda impressione.
Sulla via del fronte trascorremmo alcuni giorni a Varsavia. Varsavia era stata dichiarata città aperta dal governo polacco, per salvarla dalla distruzione ma, in totale spregio della Convenzione di Ginevra, essa fu parzialmente distrutta da bombardamenti e artiglieria. Non dimenticherò mai la visita al ghetto, che era costituito da diversi isolati circondati da mura e sorvegliati da soldati ucraini. Inorridii quando scoprii che, per un pacchetto di sigarette, quegli ucraini avrebbero sparato per divertimento a chiunque si affacciasse a una finestra e venisse loro indicato.
Gli abitanti del ghetto avevano il permesso di lavorare all'esterno e, al loro rientro, i loro zaini venivano perquisiti.
Vidi con i miei occhi delle SS picchiare alcuni ebrei con dei frustini da cavallo senza essere stati provocati, e riuscii perfino a fotografarli.

Grazie ad Alex, che parlava correntemente il russo, riuscimmo a prendere contatto con dei contadini russi. Alex rimproverò una guardia che aveva picchiato a sangue un lavoratore russo e questo per poco non gli costò la corte marziale. Hans Scholl diede la sua intera razione di tabacco, un bene di grandissimo valore, a un ebreo in una colonna di lavoratori forzati.
Provavamo grande compassione e rabbia per coloro che soffrivano sotto quegli oppressori senza scrupoli. In Russia maturammo la convinzione che bisognava fare qualcosa e arrivammo a comprendere la terribile verità che la Germania si poteva salvare soltanto perdendo la guerra: una conclusione estremamente dolorosa per qualcuno che ami il proprio Paese, la propria patria - e noi di certo l'amavamo.

[© G. J. Wittenstein segue >>>]
foto: Willi Graf
Willi Graf (sopra) e Hans Scholl (sotto) nella divisa per il "Frontbewaerung".
In basso Jurgen Wittenstein a Monaco nel 1943.
foto: Hans Scholl
foto: Jurgen Wittenstein