Il governo nazista cominciò a soffiare sul fuoco dell'indipendentismo
slovacco all'indomani dell'annessione dei Sudeti. Vennero sviluppati
contatti con il Partito Popolare slovacco, specie con l'area più
estrema che spingeva per l'indipendenza.
La reazione del governo cecoslovacco fu di concedere uno statuto di autonomia
amplissimo alla Slovacchia il 6 ottobre 1938. A Bratislava si insediò
un governo regionale presieduto dal sacerdote cattolico Monsignor
Jozef Tiso.
Dal punto di vista tedesco gli slovacchi avevano ceduto "accontentandosi"
dell'autonomia. Hitler decise di moltiplicare le pressioni. Il 2 novembre
1938 Mussolini e Hitler si incontrarono a Vienna e in un "arbitrato"
decisero di concedere all'
Ungheria un quinto del territorio della Slovacchia.
Si trattava di un avvertimento molto pesante all'indirizzo degli indipendentisti
slovacchi. Il messaggio era chiaro: se la Slovacchia non avesse proclamato al
più presto la propria indipendenza sarebbe stata spartita tra i suoi
vicini.
Monsignor
Tiso e gli uomini del Partito Popolare colsero
subito il minaccioso invito a rendersi indipendenti e intavolarono trattative
con il governo nazista.
Tra la fine del 1938 e i primi mesi del 1939 le discussioni tra il governo nazista
e Monsignor
Tiso affrontarono tutti i temi relativi alla
nascita del nuovo Stato.
In uno degli incontri venne posta la questione degli ebrei slovacchi. Ad affrontare
la questione furono
Goering ,
Seyss-Inquart, il rappresentante
dell'etnia tedesca residente in Slovacchia Karmasin e - per parte solvacca
- il ministro Durcansky e
Sano Mach,
futuro ministro
degli interni slovacco.
Nel colloquio Durcansky assicurò che il futuro Stato slovacco avrebbe
trattato gli ebrei allo stesso modo della Germania.
A confermare la volontà di perseguitare l'ebraismo in Slovacchia
arrivò a Berlino un cablogramma proveniente da Bratislava.
Edmund
Veesenmayer, esperto di questioni presso il Ministero degli Esteri tedesco
ed inviato in missione in Slovacchia, scriveva che oramai aveva "gli ebrei
nelle sue mani".
A questo punto le trattative per far nascere il nuovo stato slovacco potevano
essere chiuse. Il 13 marzo 1939 Hitler convocò a Berlino Monsignor
Tiso
ponendogli la scelta tra l'immediata proclamazione dell'indipendenza
o la spartizione del territorio slovacco tra
Ungheria e Polonia.
Il 14 marzo 1939, rientrato a Bratislava,
Tiso proclamò
la Slovacchia stato indipendente. Il 15 marzo sostenendo di dover difendere
i residenti di etnia germanica le truppe tedesche invasero ciò che rimaneva
della Cecoslovacchia, ossia la Boemia e la Moravia. Praga venne occupata e i
nuovi territori vennero proclamati "Protettorato della Boemia e Moravia".
In
alto: Monsignor
Jozef Tiso, capo
del governo fantoccio slovacco.
Sotto: Salisburgo, 1940, il presidente slovacco
Tiso
(in primo piano a destra) incontra il ministro degli esteri tedesco Ribbentrop.
In secondo piano a destra il ministro slovacco
Tuka e
a sinistra Hitler.