"Juden haben waffen!" Storia dell'insurrezione del Ghetto di Varsavia
- 23
L'insurrezione del Ghetto di Varsavia ebbe un grande significato politico: dimostrava
che si poteva resistere ai tedeschi anche in condizioni di partenza fortemente
svantaggiate.
Questo significato fu colto un anno più tardi quando l'intera città
di Varsavia il 1° agosto 1944 insorse resistendo sino al 2 ottobre successivo.
L'insurrezione di Varsavia trovò ispirazione nella lotta disperata che
era stata condotta nel Ghetto e ad essa parteciparono molti dei sopravvissuti
della ZOB, tra questi
Marek
Edelman.
A più lunga distanza l'insurrezione del Ghetto rappresenta un simbolo
morale, ancora oggi, per tutta l'umanità. Il significato del sacrificio
dei combattenti che sin dall'inizio non avevano alcuna illusione di vincere
sta nella riaffermazione della dignità umana di fronte alla barbarie
del totalitarismo nazista e a quella di ogni ideologia negatrice della libertà
e dei diritti.
La lotta del Ghetto non rappresenta solo una pagina di storia ebraica ma un
momento alto per la moralità del genere umano, della sua volontà
a preservare il diritto al rispetto, alla pace, alla convivenza.
In questo senso il significato puramente militare dell’insurrezione è
secondario. I nazisti infatti non distolsero truppe dal fronte per soffocare
la rivolta della ZOB. Il numero dei caduti tedeschi nei giorni di combattimento
fu estremamente basso.
Stroop
nel suo rapporto dichiarò che le sue truppe ebbero 16 morti e 85 feriti.
Certamente le perdite dovettero essere maggiori ma qualsiasi sia stato il loro
numero reale non è questo il punto focale degli avvenimenti.
Mordechai Anielewicz
e i suoi compagni di lotta scelsero come morire per riaffermare che ogni dittatura
può imporsi ai corpi delle sue vittime ma non potrà mai piegare
le loro anime.
Se dopo sessanta anni dalla rivolta la dignità dell'uomo è ancora
un valore che non si spegne con la morte lo dobbiamo anche al sacrificio dei
ragazzi e delle ragazze ebree del Ghetto di Varsavia.
Giovanni De Martis
Giovanni Costantini
27 Gennaio 2003