"Juden haben waffen!" Storia dell'insurrezione del Ghetto di Varsavia
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Il
29 aprile alle 10 del mattino la battaglia ricominciò e questa volta
i nazisti tentarono di bloccare le fogne facendo saltare in aria i passaggi.
L'operazione non ebbe grande successo perché le SS non si arrischiarono
ad entrare nel dedalo del sistema fognario per timore di cadere nelle imboscate.
Il rastrellamento portò alla scoperta di trentasei rifugi nei quali vennero
catturate 2.359 persone.
Gli ebrei sembravano non finire mai. Soprattutto continuavano a combattere:
Stroop nel suo rapporto sostiene
di aver ucciso negli scontri 106 "banditi" che opponevano resistenza.
La ricerca dei bunker diviene sempre più difficile, si tratta delle installazioni
più complesse che resistono oramai da dieci giorni. Il 30 aprile
Stroop
constata che i bunker sono scavati a tre e anche a quattro metri di profondità
e che senza qualche traditore che ne indichi la possibilità né
con i cani né con i rivelatori acustici è possibile scoprirli.
La resistenza della ZOB si fa sempre più accanita e disperata. Stroop
si convince che dai bunker che incontra non c'è da aspettarsi di vedere
uscire nessuno.
Si tratta oramai di individuare i bunker che ospitano i combattenti che ogni
notte attaccano pattuglie e SS isolati.
Altri 1.599 ebrei vengono catturati vivi e 179 sono uccisi negli scontri.
Un gruppo di ebrei catturati escono dalla porta del Ghetto, circondati dalle
SS. ("Rapporto Stroop", 1943, National Archives).