"Juden haben waffen!" Storia dell'insurrezione del Ghetto di Varsavia
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La giornata del fuoco comincia ancora una volta alle 7 del mattino.
Anielewicz
comprende velocemente la tattica di
Stroop.
I nazisti attaccano in piccole squadre più punti contemporaneamente e
non è più possibile aspettarli in postazioni fisse. I cannoni
sono posti a maggiore distanza e il loro tiro diventa micidiale.
La ZOB risponde allora utilizzando anch'essa pattuglie che escono di sorpresa
dai rifugi sotterranei ed attacca alle spalle i commandos tedeschi. Più
i combattenti ebraici adottano questa tecnica più
Stroop
si convince che occorre attaccare col fuoco.
Al mattino i nazisti appiccano il primo grande incendio in via Nowolipie nella
zona delle fabbriche. Poi viene attaccata con il fuoco la fabbrica di spazzole
e i palazzi lungo via Franciszkanska. Altri incendi scoppiano in via Mila. Le
unità della ZZW impegnano i nazisti in una lunga battaglia in piazza
Muranowska. La piazza viene persa e ripresa diverse volte durante tutta la giornata
e soltanto la sera pone fine ai combattimenti. Nonostante l'uso dei cannoni
Stroop non riesce a far arretrare i combattenti della ZZW.
Tuttavia una preziosissima mitragliatrice viene distrutta proprio in questi
combattimenti. Il comando della ZZW decide a questo punto che la lotta non può
continuare e mettono in atto il loro piano di fuga dal Ghetto. Attraverso una
galleria scavata in precedenza e percorrendo la rete fognaria i combattenti
della ZZW si aprono un varco verso la parte ariana di Varsavia.
Con loro portano via anche il corpo del loro comandante Leon Rodal.
Probabilmente è la ritirata della ZZW che fa capire a
Stroop
un altro aspetto importante della lotta che si sta combattendo nel ghetto. Dopo
la guerra in attesa del processo dirà:
"Una
cosa che mi colpì profondamente quel giovedì fu la nostra incapacità
di catturare gli ebrei e i polacchi che fuggivano dal Ghetto attraverso le fogne.
Queste "catacombe" erano passaggi segreti eccellenti anche per tendere
imboscate e gli ebrei riuscirono sempre a vanificare i nostri sforzi di allagarle.
Quelle poche SS che si addentrarono in quel dedalo vennero accolte dal fuoco
delle pistole. L'uso di candelotti fumogeni e di cresoto [un
aggressivo chimico N.d.T.] si rivelò
inefficace. Non ottenemmo mai il controllo di quelle fogne".
Nel suo rapporto finale
Stroop
elenca i “successi” della giornata: 1.110 ebrei catturati e inviati
ai treni, 203 "ebrei e banditi" uccisi, 15 bunker distrutti.
Un'altra sorpresa della giornata furono per
Stroop
le donne ebree, leggiamo dal suo rapporto giornaliero: "Per la prima volta
abbiamo avuto notizia della partecipazione della Associazione Giudaica Femminile
Combattente (Movimento Chaluzim)".
La ZOB con le sue ragazze e io suoi ragazzi continuava a combattere.
Sopra: genieri tedeschi osservano la loro opera mentre si dirigono verso
un nuovo obiettivo. ("Rapporto Stroop", 1943, National Archives).
Sotto: una colonna di deportati per le strade del ghetto in fiamme. (ivi).