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"Juden haben waffen!" Storia dell'insurrezione del Ghetto di Varsavia - 11
La battaglia:
20 aprile 1943
I combattimenti del 19 aprile avevano diffuso tra i combattenti dello ZOB grande euforia. Per la prima volta i tedeschi si erano ritirati, avevano avuto morti e feriti, avevano perso armi sul terreno.
Anielewicz e gli altri capi della ZOB hanno però imparato altri due elementi importanti e preoccupanti. In primo luogo i revolver e le pistole che rappresentano il più comune armamento dei combattenti non servono a nulla contro le SS se non nei combattimenti all'interno delle case. In secondo luogo non c'è modo di contrastare i cannoncini da 20 mm che riescono a spazzare da lunga distanza intere facciate dei palazzi.
Anche Stroop passa la notte cercando di fare tesoro degli avvenimenti. Gli attacchi massicci non si sono rivelati utili.
La superiorità numerica conta poco nei combattimenti casa per casa. Occorre attaccare gli ebrei con piccoli commandos e in molti punti diversi in modo da dividere i difensori in più gruppi.
Il 20 aprile le operazioni riprendono alle 7. Secondo il suo rapporto Stroop delega il comando delle operazioni al maggiore della polizia Sternagel. Vengono formati nove gruppi di 36 uomini con alla testa un ufficiale con il compito di snidare e attaccare in punti diversi gli uomini della ZOB.
Questa tattica funziona: le unità della ZZW si ritirano da piazza Muranowska. Tuttavia la vera lotta comincia soltanto verso le 14.
Stroop ha scelto come obiettivo la fabbrica di spazzole che intende conquistare portando via i lavoratori e i macchinari.
L'unico modo per accedere alla fabbrica consiste nel percorrere via Owalova. La ZOB prevedeva questa mossa ed ha minato la stretta strada.
I cinque gruppi di combattimento comandati da Marek Edelman lasciano avanzare i tedeschi sino a quando non sono costretti a concentrarsi in uno spazio ristretto. Ad un segnale viene fatta brillare una grossa mina che era stata interrata. L'esplosione semina morti e feriti. I tedeschi tornano all'attacco e nuovamente sono respinti. Stroop decide di utilizzare l'obice da 100 mm per bombardare le posizioni di Edelman ma i cecchini della ZOB uccidono due artiglieri della Wermacht ed il cannone viene spostato indietro. I cannoncini da 20 mm non riescono a snidare i difensori mancando lo spazio per effettuare un tiro efficace.
Il terzo assalto tedesco viene condotto con la tecnica dei commandos di 36 uomini. Questa tattica dà migliori risultati per i nazisti e si risolve in una lotta selvaggia all'interno della fabbrica. Edelman ricorda questi scontri che si accendono stanza per stanza, scala per scala:
"I tedeschi non si danno per vinti. Tentano di penetrare nel ghetto da più parti ma dappertutto si scontrano con una viva resistenza. Ogni caseggiato combatte. D'improvviso, siamo accerchiati in un solaio. I tedeschi sono già dentro, è impossibile raggiungere le scale.
Nella penombra non possiamo nemmeno riconoscerci. Non vediamo Sewek Dunski e Junghajzer strisciare lungo le scale per raggiungere il solaio, prendere l'avversario alle spalle e lanciargli una granata. Non riusciamo nemmeno a capire come Michal Klepfisz si getti su una mitragliatrice tedesca che sta per fare fuoco su di noi da dietro un caminetto.
Vediamo solo il passaggio ora libero. Alcune ore più tardi (allorché i tedeschi hanno ripiegato) ritroviamo il corpo di Klepfisz, crivellato come un colabrodo da due raffiche di mitraglia. Il settore degli spazzolai resta imbattuto"
.
Il secondo giorno di combattimenti non è stato un successo. Stroop nel suo rapporto conclude dicendo che l'azione contro la fabbrica di spazzole è stata interrotta per il cadere delle tenebre.
I tedeschi escono nuovamente dal Ghetto. La situazione non è quella che Stroop vorrebbe, è costretto a procedere con cautela per non danneggiare le fabbriche e la Wermacht fa pressioni affinché si catturino i lavoratori. Non è il modo migliore per condurre le operazioni.
mappa ghetto

Mappa degli scontri.
Clicca sull'immagine per ingrandire

foto: canonne in azione
foto: canonne in azione
foto: canonne in azione
La terribile sequenza di un cannone da 100 mm. in azione nel Ghetto di Varsavia.
1 - Gli artiglieri tedeschi puntano, con calma, l'arma contro l'edificio d'angolo. Due ufficiali, uno dell'esercito l'altro delle SS, controllano l'operazione.
2 - Un nuovo colpo è partito, gli artiglieri, che si sono scostati dall'arma tappandosi le orecchie, osservano l'esplosione sotto il quarto piano della casa.
3 - Gli artiglieri ritornano verso il pezzo, sullo sfondo in alto, tra la polvere si scorge una parete cadere.
(aprile 43, "Rapporto Stroop" - National Archives, L.Gonda - USHMM)