"Juden haben waffen!" Storia dell'insurrezione del Ghetto di Varsavia
- 11
I
combattimenti del 19 aprile avevano diffuso tra i combattenti dello ZOB grande
euforia. Per la prima volta i tedeschi si erano ritirati, avevano avuto morti
e feriti, avevano perso armi sul terreno.
Anielewicz
e gli altri capi della ZOB hanno però imparato altri due elementi importanti
e preoccupanti. In primo luogo i revolver e le pistole che rappresentano il
più comune armamento dei combattenti non servono a nulla contro le SS
se non nei combattimenti all'interno delle case. In secondo luogo non c'è
modo di contrastare i cannoncini da 20 mm che riescono a spazzare da lunga distanza
intere facciate dei palazzi.
Anche
Stroop passa la notte
cercando di fare tesoro degli avvenimenti. Gli attacchi massicci non si sono
rivelati utili.
La superiorità numerica conta poco nei combattimenti casa per casa. Occorre
attaccare gli ebrei con piccoli commandos e in molti punti diversi in modo da
dividere i difensori in più gruppi.
Il 20 aprile le operazioni riprendono alle 7. Secondo il suo rapporto
Stroop
delega il comando delle operazioni al maggiore della polizia Sternagel. Vengono
formati nove gruppi di 36 uomini con alla testa un ufficiale con il compito
di snidare e attaccare in punti diversi gli uomini della ZOB.
Questa tattica funziona: le unità della ZZW si ritirano da piazza Muranowska.
Tuttavia la vera lotta comincia soltanto verso le 14.
Stroop ha scelto come obiettivo la fabbrica di spazzole che intende conquistare
portando via i lavoratori e i macchinari.
L'unico modo per accedere alla fabbrica consiste nel percorrere via Owalova.
La ZOB prevedeva questa mossa ed ha minato la stretta strada.
I cinque gruppi di combattimento comandati da
Marek
Edelman lasciano avanzare i tedeschi sino a quando non sono costretti a
concentrarsi in uno spazio ristretto. Ad un segnale viene fatta brillare una
grossa mina che era stata interrata. L'esplosione semina morti e feriti. I tedeschi
tornano all'attacco e nuovamente sono respinti.
Stroop
decide di utilizzare l'obice da 100 mm per bombardare le posizioni di
Edelman
ma i cecchini della ZOB uccidono due artiglieri della Wermacht ed il cannone
viene spostato indietro. I cannoncini da 20 mm non riescono a snidare i difensori
mancando lo spazio per effettuare un tiro efficace.
Il terzo assalto tedesco viene condotto con la tecnica dei commandos di 36 uomini.
Questa tattica dà migliori risultati per i nazisti e si risolve in una
lotta selvaggia all'interno della fabbrica.
Edelman
ricorda questi scontri che si accendono stanza per stanza, scala per scala:
"I tedeschi non si danno per vinti. Tentano di
penetrare nel ghetto da più parti ma dappertutto si scontrano con una
viva resistenza. Ogni caseggiato combatte. D'improvviso, siamo accerchiati in
un solaio. I tedeschi sono già dentro, è impossibile raggiungere
le scale.
Nella penombra non possiamo nemmeno riconoscerci. Non vediamo Sewek Dunski e
Junghajzer strisciare lungo le scale per raggiungere il solaio, prendere l'avversario
alle spalle e lanciargli una granata. Non riusciamo nemmeno a capire come Michal
Klepfisz si getti su una mitragliatrice tedesca che sta per fare fuoco su di
noi da dietro un caminetto.
Vediamo solo il passaggio ora libero. Alcune ore più tardi (allorché
i tedeschi hanno ripiegato) ritroviamo il corpo di Klepfisz, crivellato come
un colabrodo da due raffiche di mitraglia. Il settore degli spazzolai resta
imbattuto".
Il secondo giorno di combattimenti non è stato un successo. Stroop nel
suo rapporto conclude dicendo che l'azione contro la fabbrica di spazzole è
stata interrotta per il cadere delle tenebre.
I tedeschi escono nuovamente dal Ghetto. La situazione non è quella che
Stroop vorrebbe, è costretto a procedere con cautela per non danneggiare
le fabbriche e la Wermacht fa pressioni affinché si catturino i lavoratori.
Non è il modo migliore per condurre le operazioni.
La
terribile sequenza di un cannone da 100 mm. in azione nel Ghetto di Varsavia.
1 - Gli artiglieri tedeschi puntano, con calma, l'arma contro l'edificio d'angolo.
Due ufficiali, uno dell'esercito l'altro delle SS, controllano l'operazione.
2 - Un nuovo colpo è partito, gli artiglieri, che si sono scostati dall'arma
tappandosi le orecchie, osservano l'esplosione sotto il quarto piano della casa.
3 - Gli artiglieri ritornano verso il pezzo, sullo sfondo in alto, tra la polvere
si scorge una parete cadere.
(aprile 43, "Rapporto Stroop" - National Archives, L.Gonda - USHMM)