La struttura di occupazione tedesca
Hitler non aveva sviluppato un piano specifico per il Belgio.
Non esisteva una decisione riguardo allo status giuridico della nazione occupata.
Non si sapeva se incorporarlo al Reich o lasciargli una certa autonomia.
Questa poca chiarezza di idee fece sì che ad amministrare il Paese occupato
fosse l'esercito tedesco. Venne creato un comando militare centrale, il
Militärbefelshaber
affidato al generale
Alexander
von Falkenhausen. Questo organismo si divideva in due grandi sezioni: il
Kommandostab che si occupava delle questioni puramente militari e il
Verwaltungsstab che sovrintendeva all'amministrazione civile del Paese.
Nonostante fossero i militari a comandare le SS erano presenti in Belgio con
un Plenipotenziario della Polizia e del Servizio di Sicurezza (SD):
Ernst
Ehlers.
Esisteva poi un ufficio per "l'emigrazione ebraica" direttamente dipendente
dall'Ufficio IV-B-4 di
Eichmann
a Berlino. A capo di questo ufficio che avrebbe giocato un ruolo fondamentale
nella deportazione degli ebrei belgi vi era
Kurt
Asche.
Il fatto che vi fosse un comando militare non rappresentò sin dall'inizio
un serio ostacolo per i piani di annientamento nazisti.
Se anche vi furono frizioni e scarsa collaborazione tra militari ed SS il piano
non ebbe sostanziali battute d'arresto.
La Comunità ebraica in Belgio
Prima della guerra i censimenti del governo Belga nonavevano mai registrato
l'appartenenza religiosa dei cittadini.
Per questo motivo il numero esatto di ebrei belgi non era noto.
Alla
conferenza del Wannsee
Eichmann aveva stimato gli
ebrei belgi a 43.000 persone. Secondo studi recenti i nazisti avevano sottostimato
la grandezza della Comunità che dovevano assommare a circa 65.000.
Gli ebrei si concentravano nelle quattro grandi città belghe: Anversa,
Bruxelles, Liegi e Charleroi.
Una consistente maggioranza degli ebrei residenti non aveva la cittadinanza
belga ma era originaria di altre nazioni, perlopiù Germania e Austria.
Con l'arrivo dei tedeschi una buona parte di questi cominciò a fuggire
verso la Francia.
Le autorità tedesche appena arrivate ne espulsero 8.000 verso la Francia.
Per chiarire effettivamente il numero di residenti i tedeschi svolsero un censimento.
Risultò che gli ebrei in Belgio erano 55.760, nei due dipartimenti francesi
inglobati ve ne erano altri 516.
Il censimento non fu totalmente corretto: dopo l'aprile del 1944 il governo
belga scoprì altri 8.414 ebrei che non erano stati registrati dai nazisti.