Eugen Steimle
Nacque l'8 dicembre 1909 a Neubulach. Studiò storia e lingue straniere
all'Università di Tubinga e di Berlino. Nel maggio del 1935 superò
l'esame di abilitazione per l'insegnamento e nel marzo 1936 si qualificò
Studienassessor.
Era entrato nel Partito Nazionalsocialista nel 1932 e successivamente nelle
SS con la tessera n. 272575. Nell'aprile 1936 entrò nei Servizi di
Sicurezza (SD). Nel settembre 1936 divenne capo degli uffici del Servizio
di Sicurezza a Stuttgart.
Dal 7 settembre al 10 dicembre 1941 fu capo del Sonderkommando 7a sotto la
direzione dell'Einsatzgruppe
B. In soli due mesi di comando Steimle e la sua unità massacrarono
500 ebrei.
Dall'agosto 1942 al gennaio 1943 venne nominato capo del Sonderkommando 4a
dell'Einsatzgruppe
C.
Ritornato in Germania gli venne affidata nel 1943 la direzione dell'ufficio
VI B dell'Ufficio
Centrale per la Sicurezza del Reich. Questo ufficio si occupava del controspionaggio
in Italia. Quando gli venne domandato quante persone avesse sterminato nella
città di Veiliki Luki dapprima rispose di non saperlo e poi, dopo le
insistenze del pubblico ministero, rispose: "Credo
fossero meno di un migliaio".
Steimle venne condannato a morte dal tribunale di Norimberga nel 1948.
La pena venne poi ridotta a vent'anni di prigione da un tribunale di clemenza.
Ciononostante venne liberato nel 1954. Dopo la guerra grazie all'aiuto di
una comunità evangelica trovò lavoro come insegnante di tedesco,
educazione civica e storia nel liceo (evangelico) di Wilhelmsdorf dove morì
di vecchiaia il 9 ottobre 1987.

