Karl Gebhardt nacque a Haag in Baviera il 23 novembre 1897.
Dal marzo 1916 partecipò alla Prima Guerra Mondiale venendo decorato
due volte con Croce di Ferro e fatto prigioniero.
Dopo la guerra si arruolò in uno dei corpi armati di estrema destra,
il Freikorps "Oberland" (15° Freikwilligen-Kompanie) con il quale
nel 1919 combatté contro la "Rote Armee", una organizzazione
paramilitare di estrema sinistra nella zona della Ruhr. Congedato dall'esercito
nel 1920 ritornò alla vita civile laureandosi in medicina. Contemporaneamente
sviluppava la sua militanza nazista iscrivendosi al Partito (tessera 1723317)
e arruolandosi nelle SS nel 1935.
Amico di infanzia di
Himmler, Gebhardt percorse una
rapidissima carriera nelle SS divenendo già nel 1943 Gruppenführer.
Parallelamente ricopriva incarichi prestigiosi all'interno del Servizio Medico
delle SS: Capo Chirurgo delle SS (Oberster Kliniker, Reichsarzt SS und Polizei),
Capo della Clinica delle SS di Hohenlychen, Ordinario di Chirurgia Ortopedica
all'Università di Berlino, medico personale di
Himmler.
Nell'estate del 1943 venne incaricato di condurre
esperimenti
medici per testare l'efficacia dei sulfamidici.
Gli esperimenti vennero condotti nel campo di concentramento femminile di Ravensbrück
utilizzando come cavie le prigioniere polacche e russe. Gli esperimenti - particolarmente
atroci e mortali - furono condotti da una squadra di medici da lui diretta e
composta tra gli altri dal dottor
Fritz Fischer e
dalla dottoressa
Herta Oberheuser. Condusse altri
esperimenti pseudoscientifici sulla rigenerazione delle ossa sottoponendo le
detenute ad operazioni di inaudita violenza e crudeltà.
Alla morte di Hitler venne nominato Capo della Croce Rossa Tedesca dal nuovo
capo del governo ammiraglio Doenitz.
Catturato dagli Alleati fu uno dei principali accusati al processo di Norimberga
celebrato contro i medici nazisti.
Riconosciuto colpevole di crimini contro l'umanità venne condannato a
morte ed impiccato nel carcere di Landsberg il 2 giugno 1948.